
Giardino e verde urbano
a cura di Massimo Visone
Istituita a Roma la Regia Scuola di Architettura, nel 1920 si inaugura il corso di Edilizia cittadina e arte dei giardini, disciplina voluta da Piacentini sull’esempio dello Stadtbau. Il soggetto trova riscontro critico nella pubblicistica italiana, dal volume di Dami (1924) ad articoli su parchi pubblici, verde urbano e giardini privati, ma anche nelle commissioni giardini dei sindacati architetti. Nel 1922, il sottosegretario alla Pubblica Istruzione invita a piantare un albero per ogni caduto della Grande Guerra, dando avvio alla realizzazione di parchi e viali della Rimembranza, che rinverdiscono città, paesi e borgate. Nel 1931 Ojetti sviluppa il tema del “giardino italiano” attraverso la Mostra del giardino italiano; nel 1933 Piccinato scrive la voce «Giardino» nell’Enciclopedia italiana di scienze, lettere ed arti e nel 1943 si fa promotore di un sistema del verde per le tecniche di urbanistica. Sono anni in cui si incrociano le diverse anime dell’architettura moderna in Italia: tradizione, ricerca, sperimentazione e propaganda, che si riflettono nella progettazione, nei restauri e nella storiografia del Novecento.
La call del Docomomo Italia giornale n. 39 intende raccogliere contributi scientifici in cui sono indagati, in maniera mirata e originale, protagonisti, teorie, opere e programmi che hanno gravitato intorno all’architettura del giardino e al verde urbano per documentare e valorizzare un patrimonio troppo a lungo considerato secondario a quello costruito. Si invita a sviluppare il tema dal punto di vista analitico e critico o attraverso l’esemplificazione di casi di tutela, conservazione e riuso.
Si chiede ai proponenti di inviare al curatore del n. 39, Massimo Visone (massimo.visone@unina.it), il relativo abstract (massimo 1.500 battute) entro il prossimo 25 aprile 2025.
Coerentemente con i numeri precedenti, non saranno pubblicati più di 8 contributi. La selezione dei contributi accolti sarà comunicata entro il 16 maggio 2025.
I testi (massimo 15.000 battute) dovranno essere consegnati nel pieno rispetto delle norme redazionali della rivista al curatore entro il 30 settembre 2025.
Potrà essere fornito un numero massimo di 6-8 immagini, di cui dichiarare l’esenzione da diritti e indicare la provenienza.
Foto in apertura: Raffaele De Vico, Parco del Lago 1960 – 1962