
Assieme al Palazzetto dello Sport, al Viadotto di Corso Francia e al Palazzo dello Sport all’EUR, lo stadio Flaminio, progettato da Pier Luigi Nervi con il figlio Antonio, conserva un rilevante valore testimoniale del particolare momento storico vissuto da Roma e dall’intera Nazione in occasione delle Olimpiadi del 1960. A ciò si aggiungono lo stretto rapporto con il contesto ambientale, che rende lo stadio sua parte integrante, come un elemento originario; le intrinseche qualità architettoniche dell’impianto, testimonianza di una stagione in cui il cemento armato era protagonista del linguaggio espressivo di tante opere di assoluto rilievo; e, infine, la notorietà dell’autore, in quegli anni propagatasi ovunque nel mondo.
Il recupero dello stadio Flaminio nel rispetto dei suoi caratteri originari e la riqualificazione di uno dei più significativi quadranti strategici per lo sport e la cultura a Roma rappresentano una straordinaria opportunità per la Capitale.
Già nella nota del 30.12.2016 inviata alla P.L. Nervi Project Association, Roma Capitale si impegnava a coinvolgere il Gruppo di Lavoro costituito dai Dipartimenti di Ingegneria e di Architettura della Sapienza Università di Roma, la P.L. Nervi Project Association e Do.Co.Mo.Mo. Italia Onlus in tutte le iniziative concernenti il recupero e la valorizzazione dello stadio Flaminio e dell’area circostante.
Intanto, l’opera era stata sottoposta dalla Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio e Paesaggio di Roma a dichiarazione d’interesse con decreto del 27.09.2018, n. rep. 74. Nella relazione allegata al provvedimento, la Soprintendenza ha precisato che “gli interventi dovranno rispettarne la struttura, l’impianto originario, nonché le finiture […] fattori […] fortemente identitari e non modificabili in una strategia di valorizzazione dell’impianto e […] (che) vada, al tempo stesso, rispettata la vocazione e l’originaria destinazione d’uso sia per quanto riguarda la funzione dello stadio, sia gli spazi accessori“.
Contestualmente al decreto ministeriale e in conformità con i suddetti indirizzi, la Sapienza Università di Roma, la P.L. Nervi Project Foundation e l’associazione Do.Co.Mo.Mo. Italia, ammessi al bando indetto dalla Paul Getty Foundation nell’ambito del programma Keeping it Modern 2017, hanno redatto nel 2019 il Piano di Conservazione dello stadio, consegnato al Comune di Roma Capitale, oltre che alla stessa Soprintendenza.
In conclusione, auspichiamo che, considerato il preminente interesse pubblico dell’opera, riconosciuta come emergenza del Patrimonio Culturale nazionale del XX secolo, i programmi di intervento non siano guidati esclusivamente da logiche economiche immediate, ma valorizzino il significato patrimoniale e culturale dello stadio Flaminio, contemperandone adeguatamente le istanze di conservazione, recupero e valorizzazione. Si chiede, pertanto, che lo Stato, attraverso i suoi Ministeri competenti, indirizzi il Comune di Roma Capitale nell’individuazione delle scelte e delle soluzioni più opportune, garantendo una concertazione istituzionale che assicuri la migliore gestione di questo patrimonio unico.
LINK e DOCUMENTI
- Comunicato Stampa
- Tutela Stadio Flaminio
- PLNF – Note Progetto S.S. Lazio Stadio Flaminio_22.04.26
- “Flaminio, non è un recupero. A rischio un patrimonio” di Ugo Carughi su Il Giornale dell’Architettura
APPELLO PER LA TUTELA E CONSERVAZIONE DELLO STADIO FLAMINIO
DOCUMENTI (agosto 2026)
- 1. PLNF – Note Progetto S.S. Lazio Stadio Flaminio_22.04.26
- 2. PLNF – Flaminio , Lettera Ministro Giuli
- 3. 74077-STADIO FLAMINIO CDS_PROPOSTA_SS_LAZIO_PARERE_260810_194555
- 4. Opposizione al parere della Soprintendenza al progetto per lo stadio Flaminio_def
Foto in apertura: Archivio Pier Luigi Nervi – Dettaglio della copertura della tribuna dello Stadio Flaminio, 1960










