Gibellina 2026 | Il racconto

Gibellina 2026 | Abitare e Conservare l’Arte del Novecento

A cura di Docomomo Italia con la delegazione Sicilia e il patrocinio di AAA Italia

La storia dell’architettura del Novecento è spesso legata a ricostruzioni di parti o di intere città dopo eventi traumatici. Il 2026 è un anno ricco di ricorrenze di grandi terremoti, a partire da quello del Friuli del 1976 e dell’Italia centrale del 2016-2017. A questi si aggiungono L’Aquila, nominata capitale italiana della cultura, e Gibellina, quest’anno capitale italiana dell’arte contemporanea, entrambe teatro di disastrosi eventi sismici: la prima nel 2009, la seconda nel 1968.

Docomomo Italia ha scelto Gibellina per organizzare un viaggio di studio a cura della Delegazione Sicilia.
Questo viaggio siciliano è stato anche una proficua occasione per organizzare evento di studio e riflessione su temi più generali che riguardano l’architettura del Novecento nell’isola, che la Delegazione aveva già in parte posto al Comitato Direttivo. Abbiamo dunque ritenuto che il viaggio a Gibellina con partenza da Palermo potesse essere anticipato da un seminario che, volutamente, ha messo insieme temi e questioni eterogenei, seppur legati all’isola.

Il seminario sull’architettura del Novecento in Sicilia, ricco di spunti per nuove iniziative e prospettive di studio, è stato ospitato a Palermo presso l’Urban center della Direzione regionale dell’Agenzia del Demanio.
Qui, dopo i saluti di Carmen Genovese, il Presidente Antonello Alici, che ha inquadrato il tema delle ricostruzioni dopo eventi sismici con un focus su Gibellina.
Il Direttore dell’Agenzia, Silvano Arcamone, ha presentato il patrimonio demaniale del Novecento e le politiche dell’Ente che negli ultimi anni, efficacemente e con un’ampiezza di vedute per strategie e collaborazioni istituzionali, sta realmente portando alla tutela e alla valorizzazione, con azioni progettuali di qualità per spazi architettonici pubblici, volti al bene comune.
Ugo Carughi ha esposto le problematiche legate alla dichiarazione di vincoli per l’architettura del Novecento, anche attraverso l’esposizione di interessanti casi di studio.
Silvana Lo Giudice ha presentato, nell’ambito della propria attività quale Funzionaria della Soprintendenza BBCCAA di Palermo, il fortunato caso di tutela tramite dichiarazione di vincolo alla sede centrale del Banco di Sicilia di Cesare Pascoletti a Palermo, salvato così dalla volontà della Banca di eseguire un integrale rinnovamento dei pregevoli ambienti interni.
Flora La Sita ha mostrato l’attività di Danilo Dolci, educatore e attivista, nelle vesti di architetto come ideatore del Borgo di Dio a Trappeto e della scuola a Mirto, eccezionali architetture nel paesaggio siciliano pensate per lo svolgimento della sua visionaria attività sociale ed educativa. Dalla storia di queste architetture, senza perdere di vista il contesto sociale in cui nacquero, la studiosa arriva a fare un focus sullo stato attuale di quelle architetture, con propositi per una futura tutela e pe rla valorizzazione.
Cinzia Accetta ha parlato di alcuni casi studio siciliani in cui le ragioni della conservazione e dell’uso si scontrano con le normative sulla sicurezza che possono comportare l’interdizione di alcuni spazi, come nei casi di alcune scale in edifici progettati da Samonà, Scarpa e Minissi tra Palermo e Aidone.
Infine Giancarlo Muselli, con la proiezione in anteprima del suo intenso lavoro come regista intitolato “Francesco Venezia l’architetto e il sentimento del tempo” ha concluso il seminario anticipando idealmente il viaggio a Gibellina, l’indomani.
Sabato 17 ottobre il viaggio a Gibellina ha avuto inizio al Baglio Di Stefano, sede della Fondazione Orestiadi e del museo delle Trame Mediterranee, dove il Direttore Enzo Fiammetta ha generosamente condotto la visita al museo, parlando anche del suo progetto di allestimento dello stesso Museo e di quello di rifunzionalizzazione del Baglio Di Stefano, progettato da Aprile, Collovà e La Rocca.

Successivamente il gruppo ha visitato la città nuova, percorrendo spazi urbani e architetture più rappresentative della ricostruzione, come la Chiesa Madre di Anversa e Quaroni, il Teatro di Consagra, le opere di Francesco Venezia, il sistema di piazze di Purini e Thermes. Parallelamente si è snodato il racconto, a cura di Carmen Genovese e Cinzia Accetta, delle vicende progettuali, costruttive e sociali legate a quelle architetture, nonché delle criticità attuali legate alla fruizione e alla valorizzazione della città.

Il gruppo si è poi recato a Gibellina vecchia per una emozionante visita del Cretto di Burri.
Il viaggio si è concluso con una sosta presso il vicino Museo di Santa Caterina al Cretto, dove Michele Benfari, già soprintendente ai Beni culturali di Agrigento, ha accolto il gruppo parlando della storia del Cretto e di alcuni interventi di restauro tra “antico e nuovo” da lui progettati e diretti.
I due giorni a Palermo e Gibellina sono stati di grande interesse, densi di spunti e riflessioni utili per proseguire le azioni di Docomomo a favore dello studio, della difesa e della valorizzazione del patrimonio architettonico siciliano.

Ringraziamo di cuore i partecipanti la loro presenza attenta e il loro entusiasmo.