2026_Ponte da Verrazzano

Sul progetto di consolidamento del Ponte da Verrazzano di Firenze

La demolizione del ponte da Verrazzano di Firenze, progettato da Leonardo Savioli, paventata nei mesi scorsi, è stata fortunatamente scongiurata. Ma, a quanto pare, a prezzo della rimozione, forse solo parziale, delle cosiddette terrazze che lo contraddistinguono. Sul sito del comune si parlava di un “alleggerimento dei camminamenti esterni”, cioè della sostituzione delle attuali terrazze con una “struttura metallica leggera” di dimensioni assai contenute e di nessuna rilevanza formale. L’immagine finale del ponte ne sarebbe risultata comunque compromessa. Oggi, a quanto si apprende dalla stampa, si rimane sul generico e sembra che l’amministrazione comunale cerchi un accordo con la Soprintendenza che consenta l’alleggerimento delle terrazze, riducendo per quanto possibile l’impatto sull’immagine del ponte.
Il ponte da Verrazzano si distingue dagli altri ponti di Firenze, perché non è solo un attraversamento del fiume, cioè non serve semplicemente per passare da una sponda all’altra. Il progetto di Savioli intendeva recuperare e valorizzare l’antico rapporto dei fiorentini con l’Arno che era andato affievolendosi, facendo del ponte un belvedere pedonale sul fiume, che da qui acquistava una prospettiva nuova. Il ponte non era solo un passaggio tra le sponde, ma l’elemento centrale di percorsi da svolgere lungo le rive. Le terrazze sono l’elemento ideale e formale che definisce l’idea progettuale.
Firenze non è solo Medio Evo e Rinascimento, è un elegante XIX secolo, un fertile XX. L’architettura del secolo scorso non è solo la stazione di Michelucci, o le opere limpide di Mazzoni, è ad esempio lo straordinario fermento dei Radicals, la dinamicità estroversa delle forme di Ricci e di Savioli. Negli anni Sessanta per favorire un’edilizia di pura speculazione è stato devastato il tessuto ottocentesco che circondava il centro storico, demolendo episodi di assoluta rilevanza, eleganti villini liberty e neoclassici, per far posto a condomini anonimi e multipiano. Non ricadiamo nello stesso errore, ignorando il valore senza tempo di molte opere dei decenni trascorsi. Ricordiamo come Leonardo Savioli (1917-1982) sia stato uno dei maestri della scuola di architettura fiorentina ed italiana del Novecento, progettista geniale ed affascinante, per la straordinaria e dirompente qualità delle sue opere che hanno sempre lasciato un segno graffiante nel tessuto urbano. Tra queste citiamo il Mercato dei Fiori a Pescia, il cimitero di Montecatini, in Firenze gli edifici residenziali a Sorgane e in via Piagentina.
Chiediamo pertanto al Comune di affrontare con grande cautela il progetto di consolidamento, in modo da non alterare l’immagine del ponte e da non stravolgere il progetto di Savioli. Si dimostri così una maggiore sensibilità rispetto al passato, per la conservazione integrale di un episodio tanto significativo della nostra storia e della nostra cultura architettonica.

Accademia delle Arti del Disegno
Fondazione Giovanni Michelucci
Docomomo Italia

Foto in apertura: Ponte da Verrazzano, foto De Falco